Economia



Bra, per la particolarità della sua posizione geografica che le consente di trovarsi al centro di notissime zone di produzione dei più rinomati vini nazionali, è tradizionalmente luogo di commercio dei più prestigiosi prodotti dell’enologia piemontese.

 

Dalle vicine Langhe, Barolo e Barbaresco; dalle più dolci colline del Roero le produzioni di Nebbiolo, Arneis e Favorita; dal non distante Monferrato decise Barbera e vini mossi; oltre all’immancabile Dolcetto, vino popolare piemontesi dalle svariate connotazione a seconda della zona d’origine.

La valenza storica di Bra quale punto d’incontro tra domanda ed offerta di grandi vini è testimoniata anche dalla stele funeraria ritrovata nella frazione Pollenzo, sede di un’antica città romana, che riporta l’epigrafe di Marcus Lucretius Crestus, merkator vinarius (mercante di vini). 

 

Bra è da sempre anche il luogo dove i "margari" (pastori delle valli cuneesi) scendevano a valle per vendere agli affinatori ed ai commercianti locali i loro formaggi d’alpeggio. Nasce così una tradizione di affinatori e stagionatori dei migliori formaggi cuneesi che ancora oggi fanno di Bra uno dei centri di maggiore importanza per il panorama caseario nazionale grazie alla rassegna internazionale Cheese "le forme del latte" ed al formaggio Bra (nelle sue varianti duro e tenero) che da questa città prende il nome. 

 

Dalla ricca agricoltura della zona il commercio trova linfa per la proposta delle più conosciute produzioni enogastronomiche piemontesi. Nel centro cittadino si trovano i negozi dei più svariati generi commerciali che si alternano alle proposte della moderna distribuzione. Di notevole pregio la commercializzazione dei prodotti legati all’allevamento, tanto che Bra è particolarmente rinomata per le sue macellerie, che producono e commercializzano la famosa salsiccia di vitello, e altri insaccati di maiale. 

 

Molto attivo anche il commercio su piazza con due mercati settimanali, il mercoledì e quello principale del venerdì, ed un'appendice per i produttori locali del sabato pomeriggio che portano nelle piazze cittadine i sapori ed i colori degli ambulanti che propongono merci di ogni genere.

 

Bra è parte del Distretto commerciale Alba Bra.

 

Mercati settimanali

  • Lunedì pomeriggio (piazza Giolitti)
  • Mercoledì mattina (piazza XX Settembre)

  • Venerdì mattina (piazza XX Settembre - corso Garibaldi - piazza Carlo Alberto).

  • Sabato pomeriggio (piazza Giolitti), riservato ai produttori ortofrutticoli locali.

 


Conceria La Novella

L’arte conciaria, avviata nell’Ottocento da piccole botteghe artigiane a conduzione famigliare, si trasforma nei primi decenni del nuovo secolo in vera e propria attività industriale con la creazione di complessi di notevoli dimensioni che occupano anche molti immigrati. Tra le maggiori industrie della concia si trovano sia aziende a proprietà famigliare che cooperative di operai, come la Società Anonima Cooperativa Novella di Produzione in Pellami il cui caratteristico edificio in Via Piumati ha simboleggiato un certo periodo della vita cittadina. La maggior fortuna dell’industria conciaria si ebbe negli anni della Seconda Guerra Mondiale quando le commesse militari fecero lievitare sia la produzione che il numero di occupati.

 

Legata inizialmente alla produzione agricola delle campagne circostanti fu storicamente anche l’industria tessile, il cui sviluppo seguì anche la notevole produzione di seta alimentata dalla coltivazione dei gelsi e dal caratteristico allevamento dei bachi da seta, attività invernale caratteristica delle campagne cuneesi fin dal Medio Evo.

 

La tumultuosa industrializzazione della vicina Torino finì per trascinare con se anche i centri periferici a lei vicini. Negli anni Quaranta del XX° secolo si insediano a Bra due industrie del capoluogo subalpino che delocalizzano in provincia: sono la tessile Atila e la meccanica Fimet, quest’ultima ancor oggi produce a Bra i suoi motori elettrici. Subito dopo la seconda guerra mondiale si insedia a Bra anche la Costruzioni Meccaniche Braidesi (CMB), industria meccanica profondamente legata al mondo delle concerie, poi fallita. 

 

Dal mondo della concia proviene anche l’Anonima Braidese Estratti Tannici (Abet) che riconverte la sua produzione nei laminati plastici, settore nel quale è oggi azienda leader in campo continentale occupando uno dei primi posti all mondo. Bra diventa così il centro di maggior rilievo europeo nella lavorazione del laminato plastico grazie anche agli insediamenti dell’Arpa Industriale, destinata anch’essa alla produzione del semilavorato, mentre la Press Trau si specializza nella produzione di mobili per ufficio in fibra plastica, settore nel quale assume ruoli di leadership in campo nazionale.

La trasformazione da bottega artigiana a grande industria era anche nel destino della Rolfo, nata per la costruzione di carri e carrozze e che, dopo il 1950 si afferma nella carrozzeria industriale nel settore degli autocarri. 

 

Evoluzione del tessile, a Bra si sviluppa l’industria di confezione Faber che diventa uno dei marchi più prestigiosi del settore dei costumi da bagno e dell’intimo, prima di essere assorbito all'interno di gruppi tessili maggiori e abbondonare la produzione in città. Si trasferisce a Bra la Baratti&Milano, industria dolciaria di qualità, mentre le maggiori ditte della vicina Alba, la Miroglio tessile e la Ferrero dolciaria, localizzano a Bra importanti insediamenti e magazzini. 

 

In città nascono anche ditte commerciali e terziarie che raggiungono nel giro di pochi anni dimensioni di notevole rilievo: è il caso dell'Olicar, che commercializza prodotti petroliferi, e della Bra Servizi Ecologici nel campo del trattamento rifiuti. Il territorio cittadino è stato inserito dalla Regione Piemonte all'interno del Distretto industriale Carmagnola-Bra.

 

 

Zona industriale di Bra

 

La più rilevante zona industriale braidese si trova tra corso Monviso e via Piumati, nella zona ad ovest rispetto al centro cittadino. In essa sono ubicati i maggiori stabilimenti braidesi ed è facilmente raggiungibile dal centro abitato. E' collegata con le principali direttrici di traffico con strade provinciali (direzione Cavallermaggiore, Savigliano, Saluzzo), regionali (direzione Carmagnola, Torino) e statali (direzione Alba, Asti, Fossano, Cuneo) e con tutte le altre destinazioni di traffico grazie alla tangenziale ovest, a due corsie per ogni senso di marcia, che consente di raggiungere rapidamente il casello di Bra-Marene di confluenza delle autostrade A6 Torino-Savona e A33 Asti-Cuneo.

 

La zona industriale si trova inoltre a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Bra ed è collegata agevolmente con gli aeroporti di Cuneo Levaldigi (25 Km. circa) e Torino Caselle (60 Km. circa).

 

Sono inoltre presenti due aree di insediamento produttivo nelle principali frazioni cittadine. In via Nogaris  nella frazione Pollenzo (a meno di dieci chilometri da Alba) e  in via don Orione in frazione Bandito (iungo la direttrice Carmagnola-Torino).

 

Tutte le aree possono ospitare nuovi insediamenti produttivi.

 

Allegati:
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La vocazione produttiva delle ricche terre del cuneese hanno reso la "Granda" da sempre una delle province di assoluto rilievo nel panorama agricolo nazionale.

 

Questa posizione è da attribuirsi sia alla quantità che, soprattutto, alla qualità delle sue produzioni tipiche. Le coltivazioni frutticole di Langa e Roero (su tutte la viticoltura, che fornisce alcuni dei più nobili vini italiani), la tradizione cerealicola della pianura cuneese e l’importante coltivazione dei prodotti orticoli braidesi fanno di questa città, per la sua posizione baricentrica rispetto ai territori di produzione, uno dei centri di maggior rilievo all’interno del panorama agricolo piemontese.

 

A questo si aggiunga l'importante attività dell'allevamento bovino, soprattutto per quanto concerne l'autoctona razza piemontese (rinomata per i suoi vitelli da carne), che produce una filiera (latte, carne, concia delle pelli) che ha condizionato fortemente lo sviluppo e la crescita di Bra nel corso del ventesimo secolo. Ai migliori capi bovini è inoltre riservata una passerella d'eccezione, il giorno successivo alla Pasqua, nell'ultracentenaria mostra zootecnica che si svolge sotto le tettoie dell'ex foro boario, in piazza Giolitti, nel centro cittadino.

 

La tradizione dell’orticoltura nella zona bassa del territorio comunale, in località Orti e in direzione della frazione Pollenzo, ha fatto in modo che le   verdure pregiate scambiate sui mercati torinesi provenissero proprio dalle serre e dalle campagne braidesi. In tale contesto importante centro di smistamento delle merci sono i mercati settimanali dove, nelle giornate del mercoledì, del venerdì e del sabato cambiano padrone i prodotti migliori di queste terre.


La tradizione artigiana delle popolazioni braidesi risale all'epoca romana, quando nella città di Pollentia (l'attuale frazione di Pollenzo), numerose botteghe erano presenti nella cinta cittadina per produrre ceramiche, vetri, stoffe tinte o per lavorare i metalli con testimonianze che ancor oggi giungono a noi. In particolare gli artigiani pollentini erano famosi per la produzione di lane e di vasi da mensa in ceramica fine.

 

Non è possibile oggi trovare una tradizione braidese in questi settori ma non così per l'altra grande produzione che ha contraddistinto l'epoca più recente della storia cittadina. L'abbondanza delle materie prime derivanti dall'allevamento bovino (favorito dalla disponibilità di foraggi e dalle particolari condizioni climatiche non solo di Bra ma dell'intera pianura cuneese) svilupparono alla fine del 1800 alcuni laboratori per la concia delle pelli. Essi, prima della loro trasformazione in più rilevanti siti industriali, hanno caratterizzato la produzione artigianale braidese fino alla fine di quel secolo: una pubblicazione del 1875 afferma che a quei tempi in Bra esistevano ben ventiquattro aziende conciarie a prevalente conduzione familiare.

 

Di notevole pregio, la produzione conciaria di Bra, ottenne un’eco notevole anche al di fuori dei confini nazionali tanto da arrivare nei lembi più distanti dell’Europa ed Oltreatlantico. Strettamente connessa con l’attività conciaria si sviluppò a Bra anche la vasta produzione di prodotti finiti in cuoio. A Bra trovarono spazio un buon numero di botteghe di ciabattini e zoccolai che confezionavano calzature di buona fattura.

 

Con l’industrializzazione e la creazione di concerie modernamente organizzate e di dimensioni notevoli, le attività artigianali braidese si concentrarono nel campo dell’alimentare oppure dell’indotto legato a doppio filo con gli insediamenti industriali nascenti. 

 

Per quanto concerne il settore dell'alimentare, la grande disponibilità di produzioni agricole delle campagne dei dintorni permette agli artigiani braidesi di disporre di materie prime di elevata qualità ed a prezzi relativamente contenuti. 

In questo ambito, tra le produzioni più famose ricordiamo la tradizione piemontese per la confezione di pasta all'uovo, con particolare predilezione per le paste ripiene, e la pasticceria fine che ha consentito la confezione delle note caramelle di Bra al gusto di genziana e menta. 

 

Curiosa e tipica anche la produzione della rinomata salsiccia di Bra, confezionata unicamente dai macellai con carne di vitello secondo un'antica ricetta, e che, nel 1847, ricevette apposita concessione reale di esclusiva produzione da parte del re Carlo Alberto di Savoia.

 

Di pregio la lavorazione del ferro battuto che ancor oggi presenta validi maestri nell’arte dei fabbri ferrai, mentre il centro storico ospita numerose iniziative artigianali nei settori del restauro mobili e dell'artigianato, oltre alle già citata e attività nei settori della pasta fresca, nella macelleria di qualità, nella ristorazione e nella pasticceria.


Tante le mutazioni intervenute nella struttura economica del braidese nel corso degli ultimi secoli. Per la sua posizione baricentrica tra le colline di Langa e Roero e le fertili pianure del cuneese, Bra è da sempre importante luogo di scambi e commerci, alimentati fin dai tempi più remoti dalla ricca compravendita di vini e di formaggi d’alpeggio.

 

All’inizio del novecento Bra era principalmente un importante centro agricolo (Agricoltura) sostenuto soprattutto dalla rinomata coltivazione degli ortaggi e dal conseguente mercato.

 

Nel secolo scorso la progressiva industrializzazione dell’intero Piemonte aveva consentito l’insediamento di alcuni importanti stabilimenti operanti soprattutto nel campo dell’arte conciaria (Artigianato), mentre negli anni cinquanta il boom economico ha portato un nuovo e radicale stravolgimento nella struttura economica: l’industria pesante si è affermata in maniera decisa ed anche le industrie braidesi mutarono le loro vocazioni, indirizzandosi verso attività legate alla lavorazione di materie plastiche ed alla meccanica pesante (Industria).

 

Non certo scomparsa in tale caratterizzazione industriale, la Bra del terzo millennio si presenta con un volto ancora differente. La fortunata congiuntura turistico-commerciale che ha interessato il Piemonte meridionale nell'ultimo decennio del ventesimo secolo ha consentito all’economia braidese di mutare nuovamente aspetto e di orientarsi verso un terziario avanzato che coniuga le esigenze dei tempi moderni con il rispetto e la valorizzazione delle tradizioni (Commercio).

 

Bra è oggi sede di importanti rassegne e manifestazioni, di associazioni di rilievo nazionale ed internazionale, di un caratteristico commercio che ritorna a privilegiare la ricca produzione enologica e gastronomica di queste terre (Turismo).

 

Il costante sviluppo demografico ed un reddito pro-capite superiore alla media nazionale, fanno di Bra una delle città di rilievo nell'ambito del panorama sud piemontese. La costante crescita delle attività terziarie, prevalentemente indotte nei settori del turismo e della ricettività, comporteranno ancora ulteriori cambiamenti nello spaccato socio-economico braidese nei prossimi anni.