Crowdfunding civico

A Bra il sapere agricolo non è più solo in mano alle vecchie generazioni: da tre anni gli studenti di molte scuole dell’infanzia e primaria coltivano la terra e imparano la filiera del cibo perché le loro insegnanti hanno aderito al progetto Orto in Condotta. In orto i ragazzini seminano, monitorano lo sviluppo delle piantine, raccolgono; in aula allenano i sensi con i laboratori del gusto, imparano a leggere le etichette e a conoscere alcune filiere alimentari, come quelle dell’olio extravergine e del frumento. 

Il progetto, che Slow Food porta avanti in più di 500 scuole in tutta Italia, ha infatti lo scopo di fare conoscere il cibo e l’agricoltura in modo appassionato e coinvolgente. Ad accompagnare i bambini in questa scoperta giorno dopo giorno sono le insegnanti e i “nonni ortolani”, volontari di età diverse che hanno voglia di trasmettere ai più giovani l’amore per la terra.
Sono invece gli esperti a condurre gli studenti alla scoperta dei temi specifici, come quello dei cereali, sui cui ci si è concentrati per tutto l’anno scolastico in corso. Per concludere questo primo triennio e fare conoscere anche ai genitori e al pubblico le materie prime alla base di una filiera del pane buona pulita e giusta, venerdì 20 aprile 2018 alle 20,45 si terrà un incontro da Local, la bottega alimentare dell’Università di Scienze Gastronomiche. Tutti gli ingredienti dell’Orto in Condotta saranno presenti durante la serata perché i partecipanti dovranno dapprima usare i sensi per fare una comparazione tra pani diversi e per conoscerne le materie prime, in un secondo momento conversare con la Prof.ssa di produzioni vegetali Paola Migliorini, l’agricoltore Stefano Vegetabile e il Prof. di sociologia Paolo Corvo sui progetti cerealicoli del territorio. La traccia dell’incontro ripercorre quello seguito in occasione degli appuntamenti di Merendì, omaggiati alle classi di Bra e tenutisi presso Local e Casa Slow Food tra marzo e maggio.
A Bra è stato possibile realizzare il progetto Orto in Condotta grazie al sostegno del Comune e alla partnership tra i soggetti che contribuiscono al progetto attraverso la loro expertise: il Museo Craveri, l’Università di Scienze Gastronomiche e Slow Food.