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Laureato in Giurisprudenza a Torino, avvocato di apprezzata dottrina, Bartolomeo Gianolio fu eletto alla Camera il 7 dicembre 1884 (nella circoscrizione albese riuscì ad ottenere 7.518 voti su 7.823 votanti) e confermato, nella tornata successiva, il 23 maggio 1886. Dai banchi del Parlamento, militò nelle file della sinistra storica di Depretis e Crispi. Nato il 13 ottobre 1837 in quella Bra che dal 1848 s'era riconosciuta in esponenti di spicco del pensiero liberale - Guglielmo Moffa di Lisio, Chiaves, Spantigati - Gianolio fin dagli anni giovanili intraprese una fitta collaborazione con i giornali del capoluogo subalpino, emergendo per professionalità e partecipazione al dibattito politico. Dal 1870 ebbe anche la carica di consigliere provinciale per il mandamento di Bra e si attivò nella fila del consesso cuneese fino a quando fu in vita. Non ancora sessantaseienne, la morte lo raggiunse improvvisamente, a Torino, dove era consigliere comunale, l'11 febbraio 1903.

Negli oltre trentanni trascorsi in Consiglio provinciale, Bartolomeo Gianolio curò sia gli interessi della sua città che quelli dei mandamenti limitrofi. Durante la sua brillante carriera politica, si dovette confrontare con personalità di prestigio del suo tempo, sia per casata che per studi e qualità professionale, dai quali era stimato per preparazione politica e comprovata abilità e dedizione alla “res publica”. Di questo suo “spirito di servizio” alla pubblica amministrazione, ne fece menzione il professor Giuseppe Tarozzi sulle pagine del settimanale della tradizione liberale braidese “L'Eco della Zizzola”. «Bartolomeo Gianolio» - riporta testualmente l'articolo - «compieva per il vantaggio della patria ogni funzione della vita pubblica con la bonarietà affettuosa di chi rende servizio ad un popolo di amici noti ed ignoti: agli amici del palazzo ed a quelli dei casolari, agli amici dell'alto commercio ed a quelli dell'officina».