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Gina Lagorio (pseudonimo di Luigina Bernocco) è nata a Bra il 18 giugno del 1922. Dopo gli studi in Lingue e letteratuta all'Università di Torino cominciò a lavorare come insegnante di inglese, mentre collaborava con molti giornali, scrivendo soprattutto di letteratura, e nel 1966 diede alle stampe il suo primo romanzo: “Polline”. Nel 1969 arrivò “Un ciclone chiamato Titti”, dedicato alla figlia. Questo periodo felice finì con la morte del marito, il savonese Gino Lagorio, protagonista della Resistenza, a cui dedicò “Approssimato per difetto”. 

Nel 1974 si stabilì a Milano e lì intraprese la carriera politica, battendosi per i diritti delle donne, risposandosi con l'editore Livio Garzanti. Vinse il premio “Campiello” nel 1977 per “La spiaggia del lupo”, il premio “Flaiano” nel 1983 per la commedia “Raccontami quella di Flic” presente in “Freddo al cuore” e il premio “Viareggio” nel 1984 per “Tosca dei gatti”. E' stata una delle scrittrici italiane più lette e tradotte del Novecento con testi che non hanno mai dimenticato la sua terra d'origine, con paesaggi piemontesi che emergono in gran parte della sua opera, nel 1987 fu eletta al Parlamento come indipendente di sinistra. Nel 2003 fu colpita da un ictus, raccontando quel doloroso evento e la sofferenza conseguente nel libro “Capita”, terminato proprio poche settimane prima di morire a Milano il 17 luglio 2005.