Museo di storia naturale "Craveri"




 

Sala di Scienze della Terra, alla scoperta del minerali, dei fossili e della geologia.
Sala degli Invertebrati, dalle splendide farfalle ad antiche forme di vita marina.
Sala dei pesci degli anfibi e dei rettili, serpenti da tutto il mondo e straordinari uccelli alcuni dei quali visibili intorno a noi.
Sala degli ambienti del Braidese (Diorama), restituisce una visione globale della flora e della fauna del Roero.
Sala della Preistoria del Tenerée, 100.000 anni che raccontano il Sahara.

 




Nelle prime tre vetrine della prima sala vengono toccati tre temi fondamentali: anatomia e morfologia, riconoscimento delle specie, studio delle migrazioni degli uccelli. Su di un grande planisfero sono illustrati i percorsi più vistosi di alcuni migratori, mentre la sistematica, in base a criteri evolutivi, è presentata sulla parte d’ingresso. Seguono altre tre vetrine con numerosi esemplari americani e africani che permettono di farsi un’idea della grande varietà di forme e colori di queste vertebrati. Una vetrina è riservata alla celebre raccolta di Colibrì messicani (1/6 delle specie totali): le dimensioni, i colori del piumaggio, le forme del becco adatte ai fiori visitati, la velocità del battito alare non mancano di meravigliare quanti osservano questi “baciafiori”. Nella seconda sala è visibile un’ampia esemplificazione dell’avifauna europea, della quale il museo è ricco, raggruppata negli 11 ambienti più caratteristici evidenziati geograficamente: Campagne e città, Steppa, Macchia mediterranea, Coste, Paludi, Corsi d’acqua, Foresta decidua, Foresta mista, Taiga, Tundra, Montagne. Ogni ambiente è caratterizzato dalle specie più tipiche e rappresentative sebbene, nella realtà, ogni ambiente sfumi in uno o più di quelli vicini. Tenendo presente il criterio della piramide nutrizionale, si più osservare che i Rapaci si trovano sempre nella parte alta delle vetrine. E’ possibile sentire i canti e/o i versi di circa 400 uccelli dell’Avifauna Europea.

Guarda nel seguente video come il Museo sia ancora attivo nell’attività ornitologica di monitoraggio e inanellamento

 




Le collezioni non esposte e la sala di meteorologia

Sebbene rispetto al passato tutto l'edificio sia oggi dedicato alle scienze naturali, finchè gli ampliamenti non saranno completati, è impossibile l'esposizione e la trattazione dei reperti di Botanica, dei Mammiferi e di Antropologia Fisica. Per la botanica sotto il porticato sono illustrati e descritti 25 alberi e spontanei e ornamentali della flora piemontese, mentre del materiale non esposto vanno ricordati: modelli di funghi, sezioni di piante, campioni di legni, fogli d'erbario, foglie, fiori e frutti. Un'inevitabile lacune riguarda la mancato esposizione dei mammiferi, europei ed esotici, raccolti dai craveri e ampliati con recenti acquisizioni di adulti e cuccioli, reperti osteologici. Alcuni Mammiferi locali sono osservabili nella Sala degli Habitat del Braidese.

 




 

 

Oltre alla raccolta, alla conservazione, allo studio ed all’esposizione di esemplari naturalistici, già ad opera dei Craveri ed in particolar modo oggi, hanno assunto grande importanza la ricerca scientifica e la didattica.
Così il Museo Craveri rappresenta un punto di riferimento nazionale ed internazionale nel campo della meteorologia e in quello dell’ornitologia. Infatti la stazione meteorologica operante dal 1859, è tra le prime in Italia per la continuità dei dati raccolti, mentre l’attività di inanellamento scientifico dell’avifauna piemontese, iniziata nel 1976 e attuata in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica con l’autorizzazione della Regione Piemonte, fornisce indispensabili conoscenze sulla loro biologia e le migrazioni. In tal modo la raccolta e l’elaborazione dei dati integrano le collezioni di esemplari e la loro pubblicazione, in particolar modo sulla Rivista Piemontese di Storia Naturale, li rende fruibili al mondo scientifico.
Un’indispensabile supporto ad ogni attività di ricerca e di didattica è fornito dalla moderna biblioteca multimediale, con oltre 7000 volumi, numerose riviste scientifiche e divulgative, audiovisivi, diapositive, cartine e documenti iconografici. Tutto il materiale è catalogato con un sistema informatizzato e disponibile al prestito.
La didattica impegna il museo a favore delle scuole in collaborazione con il Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale Bra-Alba, con vari progetti tra i quali: “Ambiente, conoscerlo e difenderlo”, i quaderni e gli audiovisivi di “Il Roero e i fiumi del Braidese”.

 

 

 

 

Entriamo nel museo!

 

 

Iniziative

Progetto Orto in condotta. ll Museo Craveri di Bra ha organizzato, in collaborazione con Slow Food, un orto didattico con le scuole di Bra. Vai al blog.

 

 

Anno internazionale del Pianeta Terra: Tesori e segreti dell'ambiente costiero di Capo Verde

 

 

Contatti
Indirizzo, e-mail, numeri, informazioni utili




Il Museo Civico Craveri di Storia Naturale
Storia di una collezione privata che diventa un museo

Il museo Craveri nasce come Collezione privata nella prima metà del secolo scorso ad opera dell’avvocato Angelo Craveri, Sottosegretario di Stato nel Regno di Carlo Felice. Sicuramente fu utile l’amicizia di Angelo con il celebre naturalista Franco Andrea Monelli “fondatore” del Museo Zoologico dell’Università di Torino.
I suoi primi due figli, Federico ed Ettore, educati dal padre all’amore per la Natura, incrementarono a tal punto l’opera iniziata tanto da poter essere considerati i veri fondatori e continuatori del museo e della ricerca scientifica che esso svolge.
Le Collezioni si accrebbero così velocemente che, già nel 1843, casa Craveri fu innalzata di un piano riservato al Museo e, nel 1861, dopo il rientro di Federico dall’America, fu ulteriormente ampliata, per dare spazio sia a Federico che alle nuove raccolte. Alla morte di Ettore (1884) le Collezioni passarono a Federico e, dopo la sua morte (1890), il Museo fu, dagli eredi, donato al Comune di Bra e nel 1919 Euclide Milano ne utilizzò due piani per il Museo di Storia, Archeologia e Arte.
Solamente nel 1972, con la scelta di Palazzo Traversa per questa seconda sezione, ha ripreso l’originaria destinazione di Museo di Storia Naturale, distribuendo però l’esposizioni su tre piani.
Negli edifici a fronte del giardino trovano spazio gli uffici amministrativi, la biblioteca scientifica e i magazzini con le collezioni di studio non ancora esposte. In un apposita struttura recentemente realizzata trova spazio il Laboratorio di Ecologia dotato dei più utili strumenti di didattica scientifica.
 

 


La Rete regionale per l'Educazione Ambientale si articola in una serie di centri di servizio denominati Laboratori Territoriali.  Il Laboratorio Territoriale è un centro di documentazione, di consulenza e di incontro tra istituzioni scolastiche, associazioni enti locali, ed esperti, al fine di attivare progetti aventi come scopo una evoluzione sostenibile dell’ambiente,  Presso le sedi si possono trovare, in prestito o in consultazione, pubblicazioni (volumi, riviste, bollettini, audiovisivi, videocassette) fornite dalla Regione Piemonte, e pubblicate dal Centro Didattico di Pracatinat, da Scholè futuro, dall'Università degli Studi di Torino, dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero della Pubblica Istruzione, dal CNR, dai Laboratori  Territoriali della Rete ed altri.
La sede del laboratorio territoriale Bra-Alba è ospitata presso il Museo civico di storia naturale "Craveri". 

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