Matrimonio celebrato all'estero

Ultima modifica 4 marzo 2020

Il matrimonio celebrato all’estero, tra un cittadino italiano e un cittadino straniero, per essere valido in Italia deve essere trascritto.

 

Chi può fare la richiesta

La trascrizione può essere domandata dall’interessato, da chi ne abbia interesse o dall’Autorità Diplomatica o Consolare. La trascrizione di un atto è vietata se contrario all’ordine pubblico. Almeno uno dei due sposi deve essere cittadino italiano e risiedere nel Comune ovvero essere iscritto all’AIRE del Comune.

 

Cosa serve

  • Atto di matrimonio in originale con traduzione ufficiale e legalizzazione. La legalizzazione non riguarda solamente l’atto, ma anche la firma del traduttore. Se l’atto è stato formato in un Paese aderente alla Convenzione dell’Aja del 5/10/61, è esente dalla legalizzazione ma dovrà essere munito del timbro “Apostille”;
  • Atto di matrimonio redatto su modello plurilingue se  è stato formato in uno Stato aderente  alla Convenzione di Vienna dell’8/9/76. In questo caso non occorre alcuna traduzione e legalizzazione;
  • Istanza di trascrizione;
  • Documento di identità.

Relativamente alla legalizzazione dei documenti,vista la varietà dei casi, contattare sempre prima l’ufficio trascrizioni. A trascrizione avvenuta sarà cura dell’ufficio l’inserimento dello stesso nei registri della popolazione residente per la relativa certificazione.

Normativa di riferimento: artt. 12 comma 10,11,12 e 63 -  D.P.R. 396/2000

 

Orari e contatti