E' uscito in questi giorni il volume curato da Alberto Vissio Scarzello dal titolo “Euclide Milano e il museo di storia e d'arte di Bra”, nel quale è ripercorsa la vicenda di uno dei protagonisti della vita culturale cittadina del primo Novecento. Le pagine del volume, edito a cura della Pro Loco “La Torre” di Pollenzo, sono aperte dalle prefazioni del Sindaco di Bra, Camillo Scimone, e dell'Assessore alle Risorse culturali, Michelino Davico. Nelle sue righe, il primo cittadino ricorda come Euclide Milano sia stato un “braidese che ha voluto condividere la sua sete di cultura e di amore per il bello con i suoi concittadini, lottando affinché anche le generazioni future potessero trarne vantaggio e godimento”, ricordando così il suo impegno nella catalogazione e nell'allestimento delle sedi museali cittadine. L'Assessore Davico ha voluto sottolineare come Milano fosse “vissuto in un'epoca in cui l'istruzione era ancora appannaggio di pochi, privilegiati, appartenenti ai ceti più abbienti della società. Facendosi fondatore e iniziatore del Museo Popolare di Storia e d'Arte, questo personaggio aveva voluto creare una istituzione a misura dei suoi concittadini braidesi che, per la maggior parte, erano semplici ortolani o umili operai delle industrie di lavorazione del cuoio, che raramente avevano ricevuto un'istruzione elementare”.
Il volume, di quasi duecento pagine, esce in attesa degli atti dell'importante convegno sulla figura di Euclide Milano che si tenne nel marzo del 2003 a cura della Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della Provincia di Cuneo. Ha dichiarato l'Assessore alla Cultura Michelino Davico: “Questo testo è un contributo culturale alla riscoperta di un personaggio illustre della nostra realtà. Egli seppe valorizzare il patrimonio museale e scientifico braidese, permettendo la nascita di due realtà importanti, quali i due musei civici, autentico patrimonio di cultura e conoscenza per Bra e per l'intero territorio. Dalle riflessioni sull'opera di Milano, credo occorra valorizzare ancor più questi autentici fiori all'occhiello nell'ambito della proposta culturale di una città, quale Bra, che deve credere fortemente nella riscoperta delle sue radici per orientare il proprio futuro”. (rg)